Perché la Scozia (un post romantico)

scarpe

Ho un contratto da libero professionista.

Parto per Bologna * esco per andare a prendere un gelato * inforco la bicicletta * vado al mare * mi preparo per dormire * esco a cena * mi provo un vestitino * faccio aperitivo * esco cinque minuti prima * mi concedo un weekend fuori porta * ho una serata importante * entro a teatro * suono alla porta di un’amica * rientro prima per andare dal medico * sono in ferie * sto dando un esame * vado a salutare la nonna * salgo in macchina * appoggio la borsa e metto le pantofole * entro in doccia * scelgo una serie tv * chiudo l’armadietto e vado a correre * resto a letto * studio altre due pagine * sono bloccata lontano* rientro con lo snow sotto braccio * prendo il traghetto * sono in aeroporto * preparo la cena * faccio un giro in centro * faccio colazione * leggo due pagine *

Dove l’asterisco (*) si legge “controllo la mail”. Sono un po’ stanca. Ma non ve lo devo raccontare io, l’ha fatto a disegnetti Zerocalcare. Io volevo solo dire che in certi momenti dell’anno  (/del giorno?) vorrei scomparire in un’isola lontanissima senza internet e senza popolazione.

Poi ho visto sul sito del Guardian il video di questo giro in Scozia. Cielo. Montagne. Acqua. Grigio su verde su blu piombo. Gente vestita come serve, non come si deve. Acqua. Cielo. Montagne. Persone che piantano una tenda e una pentola di patate sul fuoco. Dicono che girare in canoa sia meglio che fare trekking, per il mangiare: puoi portare più cose, tanto non devi tenerle sulle spalle. Montagne. Acqua. Cielo. Cambiare di prospettiva fa bene. Vedere la terra dall’acqua è un po’ come vedere la terra da fuori. Cielo. Acqua. Montagne. Accendere un fuoco dopo una giornata di fatica fisica, dormire per terra nel sacco a pelo, appena al riparo dagli elementi. Non manca niente. Acqua. Montagne. Cielo.

Cioè, manca qualcosa. Manca un sacco di roba. Mancano le prese elettriche, mancano i marciapiedi. Mancano i palazzi che nascondono l’orizzonte allo sguardo. Manca la tabella con gli orari degli autobus. Mancano le serrature e gli allarmi. Manca la buchetta delle lettere e la rata dell’UCM. Manca l’ultima e-mail da mandare. Manca il supermercato e le tastiere e le automobili e i clacson e gli autisti. Mancano le organizzazioni ad incastro. I dentro e i fuori. Una signora nel video dice “It’s just being away from everything.” Io la capisco. Non potremo ricaricare il cellulare: saremo lontani da tutto.

E poi questi paesaggi. Che io volevo fare un viaggio lontano lontano per vedere posti mitici e calarmi in dimensioni aliene per meravigliarmi e sentirmi altrove, ma poi la meraviglia e il mito sono anche qua in Europa, nel Regno Unito (almeno fino al prossimo referendum).

E infine l’avventura. Perché parte del fascino di questo viaggio sarà data dal fatto che ci saremo solo noi, con le nostre forze, su una piccola imbarcazione, in mezzo alla natura. Quanto siamo realmente pronti per tutto ciò sarà oggetto di nuove riflessioni. Domani.

P.S.: Checco mi ha chiesto di scrivere anche lui, quindi ad un certo punto arriverà anche un suo post!

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2 pensieri su “Perché la Scozia (un post romantico)

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