Perché non dovremmo andare in Scozia (un post realista)

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I motivi per cui non dovremmo andare in Scozia non sono romantici e astratti, come quelli per cui abbiamo deciso di andare. I motivi per cui non dovremmo assolutamente andare in Scozia sono dannatamente pratici e concreti. Eccoli qui.

√ Viviamo in un paese, il Belgio, in cui ci sono in media 200 giorni di pioggia all’anno, e già questo dato mi sembra enorme. Io ne soffro, Checco ne soffre, ogni tanto smette di parlare di neve e dice che vorrebbe andare al mare. Invece andiamo in un paese, il Regno Unito, in cui piove “leggermente meno” che qui, in una regione, le Highlands del Nord-Ovest, in cui invece piove orribilmente più che qui. In media 265 giorni di pioggia all’anno, signori. Mi aggrappo a quell’ “in media”: la deviazione standard è la sola speranza che ci resta.

√ 265 giorni di pioggia all’anno. Immaginate l’erba, che probabilmente non fa in tempo ad asciugarsi mai. Noi saremo in tenda. Ma non in quei campeggi attrezzati carini, dove se hai un gettone puoi fare la doccia e se ti porti la carta igienica puoi andare in bagno. Noi saremo in tenda e basta. Sì, lo so: il campeggio è la classica cosa che se sei attrezzato e un po’ furbo non te ne accorgi neanche, stai come un pascià. Ma siamo attrezzati noi? La signorina, qui, quella che sta scrivendo, quella che vuole stare nella natura lontana da tutto, ha dormito in tenda, nella vita, due notti in tutto prima d’ora. E adesso parte per sei notti di campeggio selvaggio – ché così si chiama: wilderness camping. BUM!

√ Con i cerchi sotto gli occhi e più che un centinaio di aerei presi, vorremmo un po’ di riposo. Cosa c’è di meglio che una vacanza attiva per cui ci è stato espressamente chiesto di allenarci? Più o meno tutto. Ma ecco, qui viene il bello: io totalizzavo quattro giorni di allenamento a settimana a marzo, tre ad aprile, due tra maggio e giugno, mentre eccomi qua a luglio: una placida patata da divano (“couch potato”, sto dando una lucidatina al mio inglese).

√ Inglese che non servirà a niente! Parlano scozzese questi qui. Anziché dire “màunteins”, “montagne”, dicono “mount’ns”, “montgn”. Pare che la nostra guida abbia un grande senso dell’umorismo. Noi non lo sapremo mai.

√ Sì, c’abbiamo una guida, mica è ragionevole fare il giro delle Highlands in canoa da soli. In canoa, dicevo. Noi non siamo mai stati in canoa. Non sappiamo neanche a livello teorico dare una definizione di canoa. Siamo stati una volta in kayak, al mare, però. Quando ne parliamo, tra di noi, nelle serate romantiche, sorseggiando un bicchiere di vino in uno dei 165 giorni di sole che ci spettano, la ricordiamo come “quella volta che abbiamo preso il kayak e ci abbiamo impiegato due ore per fare trecento metri.”

√ Lo avevo detto che i motivi per cui non saremmo dovuti andare in Scozia sono di natura pratica e concreta. E non c’è problema più pratico e concreto che vivere sei giorni senza un bagno. [Quando nei boschi mi accovaccio per fare la pipì, (immagine sdoganata da Jane Campion in Lezioni di piano, quindi posso parlarne senza imbarazzo) ho sempre paura che dei ragni (già, notate il plurale) mi saltino sul sedere.]

Quindi, se torniamo indietro in salute, l’anno prossimo faremo un blog sulla nostra vacanza in riviera con pensione completa.

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2 pensieri su “Perché non dovremmo andare in Scozia (un post realista)

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