Giorno 7 – I delfini (Ventotene > Ponza > Ventotene)

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We ate some mezze penne al pesto, right al dente, large portions. This morning we left Ventotene and we are now sailing towards Ponza, going through some very deep waters where we hope to see some sperm whales. There is no wind at all and today, Wednesday 3rd August, it is incredibly hot. The sea is really calm and looks like velvet. I was sitting on the side of the ship earlier and I could see it perfectly mirrored in the water.

I would like to keep reading my novel, it’s by Stephen King and it’s really hard to put it down, but it’s so hot and the sun lotion I put on this morning is melting, making my eyes burn… “I saw a splash!” Alessandra wakes me up with a shout. “I saw a splash, there’s something over there!”.

Abbiamo mangiato un piatto di mezze penne al pesto, cotte giuste, porzione abbondante. Stamattina abbiamo lasciato Ventotene, ci stiamo dirigendo verso Ponza attraversando un tratto di acqua molto profonda dove speriamo di incontrare i capodogli. Non tira un filo di vento e oggi, mercoledì 3 agosto, fa un caldo micidiale. Il mare è piatto che sembra velluto, prima ero seduta in punta a prua e vedevo l’immagine della barca specchiarsi precisa sulla superficie liscia dell’acqua.

Vorrei continuare a leggere il mio romanzo, è Stephen King e sono alle ultime cento pagine e non leggerle d’un fiato è un peccato mortale, ma fa troppo caldo e ho la pancia troppo piena e come dicevo non tira un filo di vento e la crema solare sciogliendosi mi cola negli occhi e li fa bruciare…

“Ho visto uno splash!” L’urlo di Alessandra mi scuote dal torpore. Indica un punto a destra della barca, intanto ripete “Ho visto uno splash, c’è qualcosa là!”. E c’è davvero qualcosa. In lontananza, molto in lontananza, tra le onde, a tratti, si scorgono delle pinne. “Sono delfini!”.

IMG_20160803_140913Ora siamo tutti in piedi e tutti svegli, impegnati a scrutare l’orizzonte. Siamo in nove a guardare, eppure li perdiamo comunque per un po’. I delfini possono stare sott’acqua anche una decina di minuti ed è difficile prevedere dove riemergeranno. Però poi vedo un uccello e poco dopo, seguendo la sua stessa traiettoria di volo ma spuntando dal mare, di nuovo un delfino.

È un gruppo di sei che si muove in coppie di due. Per un po’ di tempo, prima di scomporsi per nuotare in ordine sparso, le coppie riemergono insieme, in fila, come rispettando il proprio turno. Le due cagnoline della barca, Berta e Sterna, abbaiano impazzite e seguono da bordo i movimenti dei delfini. Continuiamo a seguirli, li perdiamo, li riprendiamo di nuovo, li riperdiamo. Pensiamo che vogliano evitarci o che stiano cercando da mangiare, perché ci stanno facendo girare in tondo da un po’ e non siamo ancora riusciti ad avvicinarci.

Intanto, durante l’avvistamento, in barca succede di tutto. È importante scattare più foto possibile per poter poi procedere all’identificazione dei delfini. Sono stenelle striate, si riconoscono perché dai lati degli occhi partono due frivole strisce grigie che assomigliano a trucco. Poi i ricercatori, Ash, Chester e Alessandra, attaccano l’idrofono e dagli altoparlanti a bordo sentiamo uscire, al posto di un concerto rock, i fischi dei delfini a massimo volume. Una GoPro viene calata in mare attaccata ad un’asta di bambù. Cerchiamo di contarli: sei, no, sette, no, sei, forse sette. Finalmente ce li abbiamo sotto la prua e ci regalano un piccolo spettacolo di salto acrobatico. Tutti, in barca, sorridiamo.

IMG_20160803_144548Quando li perdiamo sono passate due ore. Iniziamo a tornare verso Ventotene, dormiremo di nuovo lì stanotte, dove il porto non ha né docce né bagni. Solo mezz’ora di navigazione dopo Chester indica un punto in mare, chiamando “Dolphins, again!” Questa volta sono più di dieci, nel gruppo si riconoscono alcuni delfini più adulti e altri più giovani. Mentre li guardiamo, accovacciati sul fianco della barca, George, l’altro volontario, mi chiede cosa darei per buttarmi in acqua ora. Li guardo nuotare sotto di noi. “L’unico motivo per cui non mi tuffo è che i ricercatori mi ucciderebbero”. Lui annuisce, è chiaro che si butterebbe in acqua subito anche lui.

Sono belli, sono a sessanta centimetri dai miei piedi, il mare è ancora piatto e trasparente e i colori si fanno più caldi sotto la luce del tramonto. Tutto sommato posso dormire senza farmi la doccia ancora una sera.

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